Educazione alla relazione di genere – incontro di Calceranica

Questa sera ho partecipato all’incontro organizzato da Calceranica Viva presso il teatro S. Ermente sul tema educazione alla relazione di genere nella scuola trentina. Un centinaio le persone presenti, la maggiorparte mamme, qualche papà, alcuni insegnanti e dirigenti scolastici, il Sindaco e l’assessore competente ed il sottoscritto che ha partecipato per raccogliere informazioni direttamente alla fonte e contribuire ad una corretta informazione, uno degli obiettivi di questo blog ed uno dei principi del mio modo di fare e intendere la politica.Ha introdotto la serata il moderatore Paolo Martinelli che ha voluto porre l’attenzione sull’argomento reale della serata data l’enorme confusione tra educazione al rispetto ed educazione sessuale. Confusione creata  volutamente per innescare uno scontro politico. In questa serata – ha ribadito il moderatore – non si parlerà di educazione sessuale (argomento che nulla a che vedere con quanto proposto nella scuola trentina) ma di educazione alla rispetto dell’altro. Chi ha volutamente distorto le informazioni e creato confusione, l’ha fatto per alimentare le paure e trasformare una opportunità di crescita sociale in un qualcosa di rischioso per i figli.L’assessora provinciale Sara Ferrari inizia con una precisazione utile per entrare nell’argomento della serata: assessora con la A finale, come vuole la lingua italiana e come dice l’accademia della crusca (per approfondire leggere l’articolo del 2003 dell’Accademia della Crusca: femminile dei nomi in -tore e -sore). Utilizzare la forma maschile assessore è errato: questo è quello che si vuole far capire con l’educazione alla relazione di genere.Questo lavoro è stato iniziato sei anni fa e da quattro anni vengono offerti percorsi sulle relazioni di genere – ovvero percorsi sulle pari opportunità – nelle scuole trentine. Anche l’assessora ribadisce quanto detto dal moderatore ad inizio serata, nulla c’entra con l’educazione sessuale, nulla centrano i gay, o altre forme di affettività sessuale. Un lavoro di sei anni, con soddisfazione sia da parte dei genitori che dei docenti docenti.  L’assessora ricorda che è una mamma di una bambina di prima media e di un bambino di quarta elementare oltre ad essere una insegnante in un istituto tecnico, pertanto conosce tutti i possibili aspetti e visioni dell’argomento.La Provincia Autonoma di Trento si fa carico di prevenire la violenza sulle donne e il migliore modo è quello di fare prevenzione, agendo sulla cultura, spiegando alle giovani generazioni che maschio e femmina non sono uguali, ma la differenza pesa allo stesso modo. Lo scorso anno in Trentino ci sono state 613 denunce di violenze di genere e l’ISTAT dice che l’emerso (chi fa denuncia) è un 10% circa del totale complessivo, dati che non possono essere ignorati. La domanda da porsi è: perchè qualcuno le prende e qualcuno le da? Una possibile risposta è che vi è una cultura della coppia che vede un diverso potere di un sesso rispetto all’altro, una supremazia dell’uomo rispetto alla donna.Per capire di cosa si sta parlando, l’assessora fa alcuni esempi di vita quotidiana.Se un bambino e una bambina giocano a scacchi e vince la bambina, un altro bambino dirà al primo ‘Ti sei fatto battere da una femmina.’ Questa frase, che a prima vista può sembrare innocente, invece sotto intende che la bambina in quanto donna non è pari all’uomo. Non è certamente un complimento quella frase e spesso non ne siamo consapevoli.Se un ragazzino vuol fare il ballerino come nel film Billy Elliot (per approfondire la trama del film Billy Elliot su Wikipedia) questa sua scelta induce un dubbio nei suoi coetanei sul suo orientamento sessuale. Quest’estate l’assessora ha iscritto i suoi figli ad un campeggio estivo dove si insegnava robotica, ha chiesto ad una sua vicina se voleva iscrivere anche sua figlia. E la vicina ha risposto che la robotica può interessare al figlio di quattro anni invece che alla figlia. Questo deve far riflettere perchè si sta presupponendo che la figlia in quanto femmina non possa interessarsi alla robotica, mentre il figlio, nonostante i quattro anni d’età, solo perchè maschio dovrebbe essere interessato.Quante Samantha Cristoforetti ci stiamo perdendo grazie a questo modo di pensare e ragionare? Provate a pensare alle difficoltà che ha dovuto superare Samantha Cristoforetti per diventare una astronauta (lavoro visto dalla società come tipicamente maschile).Dobbiamo valorizzare i veri talenti dei nostri figli e non quelli stereotipati forniti da una visione distorta fornita da una parte della società.Pensare che succeda veramente nelle nostre scuole quanto propagandisticamente si è voluto far credere (si è arrivati persino a dire viene insegnata la masturbazione nelle scuole dell’infanzia)  vuol dire che non ci fidiamo degli insegnanti dei nostri figli e di tutta l’istituzione scolastica.Ritornando all’argomento della serata, quante scelte fatte dai ragazzi e dalle ragazze  sono veramente libere? Quante sono quelle condizionate? Vi è una sorta di autocensura da parte di maschi e femmine che tendono a scegliere lo stereotipo che la società fornisce loro. Per questo motivo i percorsi proposti sono rivolti anche agli insegnanti in quanto questi possono essere i primi a influenzare le scelte consapevoli e inconsapevoli dei nostri figli. Due anni fa ad inizio assessorato, l’assessora ha pensato di unire i diversi soggetti che si occupavano di questo a vario titolo (Commissione Pari Opportuinità, Regione, IPRASE, Centro Studi Universitari) per fare un progetto comune dal quale sono nati quattro percorsi formativi per gli studenti. Questi quattro percorsi iniziano tutti con incontro con i genitori, dove viene illustrato di cosa si tratta e cosa verrà fatto, quindi viene proposto ai ragazzi e terminano con un altro incontro con i genitori dove vengono restituiti i risultati ottenuti. La Prorettrice alle politiche di equità e diversità dell’Università degli Studi di Trento, Barbara Poggio,  che coordina il Centro Studi Interdisciplinare di Genere, ha spiegato che il centro si occupa degli squilibri dati da diverse caratteristiche di genere, studia come nascono questi squilibri, come si formano e come si può lavorare per eliminarli. Una delle prime strategie per superare queste dissimmetrie è lavorare sulla formazione. Nella storia a lungo si è teorizzata l’esistenza di una inferiorità di un genere rispetto all’altro, l’inferiorità della donna rispetto all’uomo. Questo ha prodotto una serie di conseguenze sociali, ad esempio le donne non potevano studiare, non potevano votare (solo dal 1945 le donne possono votare in Italia), non potevano entrare in magistratura (perchè hanno le mestrauzioni e pertanto non erano razionali – questo si credeva fino agli anni 60) ed altro ancora. Statisticamente le donne, a parità di mansioni e lavoro, hanno salari piu’ bassi rispetto agli uomini. Gli studi di genere sono nati negli anni 70 con lo scopo di studiare questo e contrastarlo. La dottoressa Poggio, per far capire di cosa si sta parlando, dice che vi sono alcune culture dove gli uomini hanno tutti la barba e le donne sono coperte: questo non è nel DNA umano ma è una caratteristica socialmente costruita, ovvero imposta dalla società. Fare educazione di genere vuol dire ridurre l’impatto su quelle caratteristiche imposte dalla società. Anche nelle favole le donne sono archetipi di inferiorità (Cappuccetto Rosso, la Bella Addormentata, Cenerentola, etc.). Non dobbiamo dimenticare che le favole sono un primo strumento col quale costruiamo il nostro modo di pensare. Anche la scuola non è neutra, la scuola rischia di riprodurre gli stessi stereotipi in quanto composta da uomini e donne che portano e trasmettono i loro stereotipi. Un aspetto che preoccupa è l’autoreferenzialità: una scuola deve insegnare a ragazzi e ragazze a scrivere, leggere, far di conto ma non a sviluppare una coscienza civica e la capacità di confrontarsi con quello che succede.Il direttore dell’IPRASE (Istituto Provinciale per la Ricerca e la Sperimentazione Educativa) Luciano Covi ha spiegato che il problema non è reperire la conoscenza, ma distinguere tra buona e cattiva conoscenza. Questo vale soprattutto in internet e nei nuovi media in generale. Si è formata una società che crede di sapere tutto ma nello stesso tempo non approfondisce nulla. L’IPRASE si occupa di ricerca educativa e sviluppo formativo dei docenti e di tutto il personale della scuola. è una punta di eccellenza a livello nazionale che contribuisce a creare un sistema educativo – quello trentino – ai massimi livelli in campo internazionale. L’agenzia OXE ha confermato che i nostri quindicenni sono secondi solo ai coetanei asiatici.Questi percorsi sono nati a seguito dell’orientamento dei ragazzi delle medie quando vanno alle superiori. La ricerca è partita quattro anni fa ed ha coinvolto tutte le scuole della Provincia di Trento (settemila ragazzi trecento insegnanti) per rispondere alla domanda: quali sono i fattori che influenzano le scelte dei giovani? Dall’analisi dei dati è emerso che vi sono percorsi scelti solo o prevalentemente da ragazze (quali ad esempio il liceo musicale 100% ragazze, liceo linguistico 82%) ed altri scelti dai ragazzi (istituti tecnici 87%). Questo porta ad una segregazione: tutti ragazzi da una parte e tutte le ragazze dall’altra. Complessivamente l’85% delle ragazze sceglie indirizzi umanistici, mentre ad ingegneria i ragazzi sono il doppio delle ragazze. Ci siamo chiesti il perchè di queste scelte? Si tratta di auto condizionamento, autoselezione, e quasi sempre incide di piu’ il consiglio della compagna o del compagno e non vengono fatte scelte basate su dati oggettivi.Tutto questo ha portato a lavorare coi docenti. L’astronauta Samantha Cristoforetti ha detto che si è innamorata dell’astronomia alle scuole elementari e Samanhta viene da una piccola scuola di valle. L’astronauta Paolo Nespoli ha affermato piu’ volte che in terza media quando diceva che farà l’astronauta in molti gli dicevano che è pazzo. Chissà quante Samatha Cristoforetti ci perdiamo. Dobbiamo aiutare i giovani a trovare il proprio percorso senza stereotopi e senza influenze.La dirigente dell’istituto di Levico Daniela Fruet ha riportato quella frase che ha trovato su tutti i documenti della scuola: crescere insieme per costruirsi una identità. Un ottimo motto perchè quell’insieme vuol dire genitori, insegnanti e territorio per costruire l’identità, diversa da persona a persona. Ha poi aggiunto che chi ha fatto propaganda ha tirato in ballo anche il Patto di corresponsabilità, che nulla centra, ma solo per alimentare la paura e la disinformazione.A seguire gli interventi del pubblico che hanno sottolineato alcuni aspetti della campagna di disinformazione e propaganda. La prima persona intervenuta ha spiegato cos’è il patto di corresponsabilità. Un’altro intervento ha riportato quanto disinformazione è stata fatta al Family Day e ha chiesto se vi è un dialogo con queste associazioni e con il mondo cattolico in generale, domanda alla quale l’assessora ha risposto che vi è dialogo con tutte quelle persone che vogliono dialogare. Un’altro intervento ha invece riportato ‘il sentito dire’ (testualmente ha detto ‘in qualche asilo italiano è successo’ senza dare riferimenti precisi come avviene quando si fa strumentalizzazione e propaganda) alla quale l’assessora ha risposto fermamente dicendo che quello che interessa è quanto viene fatto in Provincia Autonoma di Trento che ha autonomia in ambito scolastico. Ha anche parlato di tutte quelle persone che sono corse a firmare per sostenere un referendum senza neppure sapere cosa propone l’articolo, il quale parla della relazione di genere e contro ogni discriminazione. Se lo si legge con malizia si può pensare ad altro, ma la parola discriminazione è neutra. La stessa persona ha poi affermato che non è d’accordo sul concetto che uomini e donne sono uguali ed è stata subito interrotta dalla dottoressa Barbara Poggio che ha ricordato che non ha detto che uomo e donna sono uguali, anzi ha tutti gli uomini sono diversi tra loro e tutte le donne sono diverse, ci sono tante sfumature diverse. Il direttore dell’IPRASE ha quindi ricordato che il tasso occupazione delle donne è del 20% inferiore a quello degli uomini e gli indirizzi di studio scelti dalle donne hanno un 15% di meno di possibilità di sbocco professionale rispetto ad altri indirizzi.Un altro intervento ha voluto spiegare cosa significa coscienza: essere consapevoli che nella parola rispetto o confronto non c’è nulla che ostacola o danneggia la nostra famiglia e che la tolleranza è la dimensione base della nostra esistenza. Un altro intervento ha ricordato quello che è successo a Venezia dove il Sindaco ha messo al bando alcuni testi perchè considerati pericolosi (ma lo sono davvero?), ha ricordato quanto fatto dal Sindaco di Novaledo che ha scritto ai propri cittadini  e ha parlato del volantinaggio fatto davanti alle scuola con un’immagine di un maschio con rossetto e ombretto sbavato proprio per spaventare i genitori (per approfondire leggere nota stampa assessora Ferrari)

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