Goccia di Rugiada

Dopo aver pubblicato nei giorni scorsi due brevi racconti Sogno d’estate e Diario Segreto risalenti agli anni novanta, oggi completo l’amarcord narrativo  pubblicando una breve poesia (o meglio una serie di pensieri scritti in un qualcosa di simile ad una poesia) scritta verso la fine degli anni novanta. Sono passati molti anni, ma adesso come allora ció che noto come prima  cosa in una donna è il sorriso, negli occhi, nel cuore e sul volto.

Saper sorridere (non ridere, la differenza è sostanziale) è un pregio che hanno solo le persone che sanno parlare ed ascoltare col cuore.

Goccia di Rugiada.

A te,
fresca goccia di rugiada,
giovane ragazza… non ancor donna,
un giorno ti ho incontrata,
ti avevo visto altre volte,
non sapevo chi eri e non mi interessava,
ma quel giorno tu hai alzato gli occhi verso me,
e io verso di te,
mi hai sorriso,
e io per la prima volta ti ho visto,
sei arrossita,
e mi sono accorto di essere…
innamorato di te.

Ora sono triste,
tormentato da questo amore,
questo mio amore per te,
fresca goccia di rugiada,
un’emozione difficile da descrivere,
misteriosa e unica,
come una goccia di rugiada che svanisce ai primi raggi del sole,
così il sentimento che mi lega a te,
indimenticabile e fresco,
come la rugiada del mattino,
semplice e destinata a scomparire,
ma pronta a riformarsi il mattino seguente,
ancora più forte di prima.

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