Il buonsenso non è una formula magica.

Sim Sala Bim! – Abracadabra! – Buonsenso!

Uno dei termini più usati in questo ultimo periodo è «buonsenso» , parola frequentemente usata alla stessa stregua di una formula magica. Chi ha qualche anno sulle spalle ricorda sicuramente il «Sim Sala Bim!» dell’illusionista Silvan, frase che il prestidigitatore usava, assieme ai gesti delle mani, per distogliere l’attenzione e dare l’illusione che la magia si è realizzata.

Davvero basta pronunciare la formula magica perchè si realizzi l’illusione? Davvero basta dire «Sim Sala Bim!» o «abracadabra»? No, non basta. Non è la formula magica, bensì l’arte, l’impegno, l’esercizio e la bravura del prestigiatore che rendono possibile la prestidigitazione.

Tutti siamo in grado di dire «Sim Sala Bim!» o «abracadabra» ma pochi sanno fare una prestidigitazione.

Per lo stesso motivo non basta usare la parola “buonsenso” per trasformare qualcosa in un equilibrato criterio di giudizio che tenga in considerazione il contesto e tutti gli aspetti positivi e negativi senza farsi influenzare dalle proprie opinioni.

Il buonsenso non è ciò che rispecchia fedelmente la nostra visione, quella si chiama opinione personale.
Non è buonsenso neanche quando rispecchia l’opinione di molte persone, quello si chiama senso comune.

Molte persone al termine del pranzo prendono un caffè. E’ una buona o cattiva abitudine?
Tutte le azioni che percepiamo come comuni e diffuse, tendiamo a considerarle positive o tuttalpiù neutre.
Ma è realmente così? Solo perchè una cosa viene fatta da molte persone diventa positiva?

Per capire se è una azione di buon senso o meno occorre analizzare pro e contro ed il contesto di quella azione, con obiettività e non basandosi esclusivamente sulla propria esperienza e/o su quella delle persone che la pensano come noi.

In Italia il caffè a fine pasto è diventato un «rito» . Ma nonostante sia un rito, questo non vuol dire sia un’azione positiva. Al termine di una cena tra amici è pure un «rito» prendere un amaro o un grappino.
E’ una azione rituale anche fumarsi una sigaretta dopo il caffè. Sono tutte azioni positive?

O forse, per rispondere a questa domanda, occorre analizzare per bene pro e contro di ogni azione legandola allo specifico contesto?

Qualcuno potrebbe dire: «Cosa vuoi che sia un amaro o un grappino dopo cena, anzi è pure digestivo.»
Ma se chi prende quel grappino ha pure bevuto in precedenza qualche bicchiere di vino ed è l’autista del pullman della gita scolastica dove ci sono i vostri figli? Forse ora avete cambiato opinione (o almeno mi auguro sia così per la salute dei vostri figli). L’azione è rimasta la stessa, ma approfondendo il contesto, analizzando tutti gli aspetti, cambia notevolmente l’opinione.

Questo è il vero agire con buonsenso, ovvero analizzare i pro e i contro, perchè una azione può essere innocua o neutra in una determinata situazione, positiva in un’altra o anche totalmente negativa.
Tutte le volte che non analizziamo contesto, situazione, pro e contro, non stiamo agendo con buonsenso ma ci facciamo semplicemente guidare dal senso comune.

« Il buonsenso c’era, ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune » questo scriveva Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi. Questo è quello che accade quando invece che ragionare con calma su tutti gli aspetti di un problema, ci focalizziamo solo su quelli che ci interessano e giudichiamo con faziosità e senza obiettività.

Il prestigiatore usa le formule magiche, i gesti delle mani e altri attrezzi del mestiere, per distrarci e distogliere l’attenzione e non far scoprire il trucco. «Abracadabra» «Sim Sala Bim!» ed ecco che l’illusione si è manifestata.

La prossima volta che sentire in una frase la parola «buonsenso», sostituitela con «Abracadabra» o «Sim Sala Bim!» e ritroverete la capacità di analizzare la specifica situazione, questo perchè sparisce l’effetto distraente della parola, usata come un “coperchio” per nascondere quanto contiene la pentola.

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