La caduta del muro di Berlino

Sono passati 25 anni da quella che fin dal primo istante fu vissuta di berlinesi come una data storica, da quel 9 novembre 1989 quando iniziò a ‘crollare’ il muro di Berlino, non solo quello fisico ma tutta una ideologia che divideva il mondo in due.

Io nel 1989 avevo 15 anni e ricordo bene quella notizia, non tanto il fatto specifico del 9 novembre, ma quello che successe nelle settimane e mesi successivi quando venne anche fisicamente demolito il muro.

Ricordo il telegiornale che faceva vedere le immagini delle persone che passavano al di la del muro, accolte con gioia e con una grande festa spontanea. Si capiva l’importanza di questo evento perchè migliaia di persone erano in piazza dopo aver ascoltato la notizia alla radio o alla televisione.Oggi possiamo spostarci in tutta europa senza fermarsi alle frontiere e condividiamo anche la stessa moneta (che viene accettata anche nei paesi limitrofi alla comunità europea), venticinque anni fa non era cosi, Berlino era divisa in due e pochissimi potevano passare da una parte all’altra. Si parlava di guerra fredda, venivano costruiti bunker anti bomba atomica… tutto questo cambiò improvvisamente.

Eppure oggi c’è ancora qualcuno che vorrebbe eliminare l’euro e ripristinare le frontiere… ma davvero vogliamo ritornare a prima della caduta del muro? Davvero vogliamo ricostruire quel muro?Io credo che il compito di chi ha vissuto ed ha capito l’importanza di quei momenti storici, sia quello di spiegarlo ai più giovani affinché non cadano nella tentazione di creare nuovi muri, occorre anche far capire che non è attraverso l’isolamento – a volte spacciato come identità culturale – che si superano le crisi e i problemi, ma è con la collaborazione e la condivisione che si ottengono i risultati.

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