La ripresa lavorativa

Oggi ho ripreso a lavorare dopo le ferie estive, è stata un po’ dura ma la splendida grigia giornata di nuvole almeno ha aiutato. Poco dopo le 7 mi sono svegliato e dopo aver fatto una abbondante colazione (necessaria per iniziare bene la giornata) ho preso la mia supermicroutilitaria Clio e sono partito verso l’ufficio.

Una breve sosta al solito semaforo di Nogare, superato invece ‘indenne’ quello di Madrano (è ancora spento ma fra poco accenderanno anche quello), poco prima delle 8e20 sono arrivato a Povo, un’unica manovra per parcheggiare in un garage semivuoto e si inizia la giornata lavorativa.

Sulle scale incontro la collega che mi fa iniziare bene la giornata dicendomi ‘guarda come sei in forma, sembri più alto e più giovane’ ed io sorrido e ringrazio sentitamente.

Arrivo nel mio ufficio e la prima cosa che faccio è spegnere il condizionatore (era impostato a 22C ma la temperatura della stanza era di 15C quindi due in meno della temperatura esterna) e poi accendo il computer e prima operazione della giornata è stata quella di togliere il risponditore automatico.

Alle Ore 8e25 sono pienamente operativo. Numero email da leggere 837, email destinate effettivamente a me e alle quali nessuno ha risposto (ma a cosa serve un risponditore automatico che dice di contattare i colleghi di turno?) alla fine erano 33.

Primo problema della giornata: far cambiare la password scaduta al collega che altrimenti non accedeva alla sua postazione e poi sono iniziate le telefonate, le nuove email, i collegamenti remoti verso i clienti e cosi per tutta la giornata. Ad un certo punto il BlackBerry smette di ricevere le email (meno male che oggi ero in ufficio e quindi sono riuscito a proseguire nel lavoro) e poco dopo sul portatile arriva un messaggio email da un collega che mi avvisa che è stato cambiato il piano aziendale della mia SIM (in effetti mi avevano avvisato ma non ricordavo che era oggi).

Dopo una decina di minuti anche il BlackBerry riprende ad andare. Alle 12.31 inizia la pausa pranzo e la camminata quotidiana. Eh purtroppo non come quando ero in ferie attorno ai laghi o in altri posti del mio Altopiano di Piné e per qualche ora, ma solo di una oretta circa di trekking urbano tra Povo e Oltrecastello e nei sentieri del Dosso di Sant’Agata. Non male tutto sommato a parte il tempo grigio/nero di questa strana estate 2014.

Se penso che fino allo scorso anno ero in via Maccani in mezzo al traffico di Trento devo dire che la situazione è decisamente migliorata.Primo tratto di strada da Povo verso Oltrecastello, il panorama che vedo è un misto tra campagna e centro urbano

La strada che percorro è molto particolare sembra quasi una trincea con i due muri ai lati.

Ai lati le numerose vigne con l’uva già matura o quasi (chissà come ha fatto vista la mancanza di sole di questa estate)

Arrivato ad Oltrecastello la mia attenzione viene attirata da alcuni fiori di un azzurro/blu molto intenso tanto che sembravano finti.

Poi proseguo salendo sul Dosso di Sant’Agata in mezzo al bosco.

Arrivato ad una buona quota si scorge Povo, Villazzano, Mesiano e parte della città di Trento (zona centro sud)

Gira e rigira su per il dosso di Sant’Agata arriva anche il momento di rientrare.

Altre ore davanti al pc collegato in giro per il mondo e poi finalmente si termina la lunga (non più di tanto ma post-ferie sembra eterna) giornata di lavoro e si rientra a casa e domani… è un altro giorno 🙂

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