Lego: i mattoncini che fanno parte della mia storia.

Ho (ri)trovato in cantina i mattoncini del LEGO!
Una scatola piena di pezzi: mattoncini rossi, bianchi, blu, gialli, neri, trasparenti, ruote di automobiline, volanti, finestre con e senza imposte, steccato, tegole rosse e verdi, omini vestiti in diverso modo ed altro ancora. Potevo non mettere alla prova la mia abilità nel ripristinare il tutto e ridare forma a questo pezzo di storia della mia infanzia?

Prima di tutto ho diviso i mattoncini per forma e colore, poi partendo dagli omini e da quello che restava delle relative automobili, confrontando i miei scarsi ricordi con le foto (presenti sui siti di appassionati) delle scatole in vendita a fine anni 70, ho ricomposto più o meno fedelmente i seguenti kit.

Il pilota
Un kit molto semplice che ricorda le automobiline a pedali per i bambini

L’autista di taxi
Altro kit semplice: da notare che l’auto non prevede il posto per l’omino

L’operaio con la ruspa
Modificato rispetto al modello in vendita a fine anni 70, in questo caso c’è il posto per l’omino.

Auto da rally con meccanico
Anche questa senza posto per l’omino

Moto della polizia e poliziotto
In questo caso il posto/seduta per l’omino c’è.

Elicottero della polizia
Questo modello non prevedeva l’omino, la particolarità sono le eliche che girano.

Carro attrezzi con meccanico Shell
Le ruote sono più grandi, il tetto e le portiere si muovono ed è presente il gancio per il traino.

Tir trasporto materiale
Per questo modello non ho trovato  tutti i pezzi originali ed ho pertanto improvvisato usando i mattoncini neri (che a chissà cosa servivano in origine) per completarlo. Anche questo non aveva un omino e non prevedeva la possibilità di sedersi all’interno del veicolo da parte dell’omino.

Benzinaia Shell

Vigile del fuoco con auto
Altro modello semplice. Si capisce che è l’auto dei pompieri dalle fiamme presenti sul pezzo anteriore e dai blocchi azzurro trasparenti quali lampeggianti. In questo caso c’è anche il sedile per l’omino e la radio trasmittente.

Ambulanza con dottoressa/infermiera
Non so se in origine la dottoressa era solo con maglia bianca e pantaloni rossi e solo successivamente hanno predisposto l’adesivo con la croce rossa per meglio identificarla nella categoria dei medici / infermieri. Sembra un errore di progettazione risolto poi con un adesivo inserito nella confezione (almeno questa la mia interpretazione).

Camion con rimorchio
Il camion era in origine senza rimorchio, col tetto più corto e con un lampeggiante colore giallo trasparente. Però avevo il gancio, quattro ruote e i mattoncini rossi ed ecco nato il rimorchio.
(personalizzato rispetto alle versione in vendita negli anni 70-80)

E per finire con quasi tutti i pezzi rimasti ho costruito questa casa a due piani con camini, porticato/garage e poggioli.

Casa: notare gli archi, le tegole rosse e quelle verdi, le finestre con e senza imposte.

Da notare le porticine blu a piano terra e quelle rosse sui terrazzi.

Certo l’accostamento dei colori al secondo piano non è dei migliori (il nero è un pugno nell’occhio ed il giallo idem, ma questi erano i mattoncini a disposizione (devo averne scambiati o persi molti da piccolino). I mattoncini trovati ed usati sono di due tipi: quelli internazionali lego (con il logo lego su ogni singolo tondo dell’incastro) e quelli della serie Minitalia (senza il logo lego e con l’incastro a forma di x) distribuiti solo in Italia (prodotti comunque su autorizzazione della Lego). I primi hanno un incastro molto più stabile e colori brillanti, i secondi invece sono meno stabili e con colori sbiaditi e (così raccontano i siti di appassionati) più economici.

L’unico rammarico è che sono di plastica e pertanto contribuiscono all’inquinamento mondiale… ma qualche compromesso si deve (purtroppo) accettare.

Credo che la manualità e l’inventiva/fantasia che mi caratterizzano siano anche il frutto di giochi come questi (oltre al lego mi divertivo con il meccano e altri giochi di legno) che mettevano/mettono alla prova sia le abilità manuali che la fantasia nel realizzare ogni volta oggetti differenti. Giochi che si condividevano giocando assieme agli amici (ognuno portava i suoi pezzi e poi si ritornava a casa con pezzi diversi in quanto si facevano gli scambi) e arricchendo il tutto con la fantasia….

E oggi possono dire altrettanto i bambini che giocano con gli smartphone con amici virtuali?

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