L’estate del Covid19

È buio, alle sette di sera è già buio, le temperature si sono abbassate e… piove! Sono riprese le lezioni nelle scuole e il traffico mattutino e molti alberi iniziano a perdere le foglie.

Non c’è alcun dubbio, un’altra estate è passata e come tutte le precedenti non tornerà mai più.
Ma questa estate molti di noi la ricorderanno come l’estate persa, l’estate del rinvio o più semplicemente l’estate del Covid19.

Due settimane, non era poi così difficile stare (quasi) chiusi in casa per due settimane… molti di noi per un’influenza o qualche altro inconveniente, sono rimasti completamente bloccati in casa o addirittura nel letto per una settimana, dieci giorni o qualcosa in più… quattordici giorni non erano poi molti, non era così oneroso o drammatico farlo.

Molti lo hanno fatto con serietà, e li ringrazio per i tanti sacrifici fatti e per quelli che sono certo ancora faranno.

Altri invece hanno preso tutto alla leggera, fregandosene degli altri e di se stessi, trovando le più patetiche scuse, tirando in ballo persino la politica, quella con la p minuscola, fatta di schiamazzi, di hooligans, di palchi e visibilità mediatica, convincendo altri e auto-convincendosi che era, che è tutta una montatura.

E così quelle due settimane sono diventate quattro, ma neanche questo li ha convinti, anzi è stato come gettare benzina sul fuoco… neppure quando lo spazio dedicato ai necrologi sui quotidiani locali è passato da una a due pagine, hanno minimamente pensato agli altri o a se stessi. Macché, per loro è tutta una montatura…

Loro che si “informano” dal “sentito dire” (ti invito a leggere qualche riflessione su propaganda e sul telefono senza fili che ho scritto nel 2015), loro che condividono tutte le notizie/note/commenti di quelli che gli danno ragione, mentre insultano tutte le persone che non la pensano come loro (se sono un po’ educati ti dicono di “svegliarti”, se lo sono un po’ meno ti danno del “caprone”, se ne fregano letteralmente delle disposizioni di legge fintanto che non sei tu a violarle perchè in tal caso chiedono immediatamente che intervenga qualcuno a fare giustizia).

I contagi aumentavano, ma – sempre per loro – era tutta una montatura…. e così si è dovuti arrivare a due mesi di restrizioni sempre più pesanti sia moralmente che economicamente. Ma chi sta leggendo queste righe nei giorni immediatamente successivi al momento in cui io le ho scritte, lo sa bene perchè è esso stesso un testimone di quanto accaduto. Liberi professionisti o dipendenti, imprenditori o lavoratori part time, tutti sono stati colpiti economicamente dagli effetti della pandemia e del lockdown.

Ne abbiamo viste davvero tante cose che non sono andate per il verso giusto nella primavera del 2020, e come sempre l’ingordigia, il desiderio di profitto hanno prevaricato la solidarietà e il rispetto.
Parlo di quegli albergatori, quei tour operator che appena sono state chiuse le scuole per evitare assembramenti e contagi hanno proposto “settimane bianche” per gli studenti… mi riferisco all’aumento sproporzionato delle mascherine e/o dei prodotti per disinfettare…. e tante altre cose ben note a tutti noi che abbiamo vissuto questo periodo.

Marzo, aprile, maggio… la primavera è passata inosservata, più che degli alberi in fiore, delle corse nei prati, ci ricordiamo (e ci ricorderemo) delle file per andare a fare la spesa nel supermercato più vicino, dei guanti e delle mascherine obbligatorie ed introvabili… delle pagine dei quotidiani locali piene di necrologi… dell’impossibilità di andare a trovare le persone care nelle case di riposo… dei funerali atipici e solitari…

Attendevamo con ansia e con gioia l’estate, volevamo presto dimenticare quanto successo e in un qualche modo recuperare tutto ciò che avevamo perso in primavera. Il desiderio era di incontrarci di persona (o come è abitudine dire ora “in presenza”) tra amici ma anche coi colleghi di lavoro, perchè pure quelle noiose riunioni lavorative ci mancavano. Speravamo di passare la classica estate fatta di tutto quello che abbiamo sempre fatto ogni estate. Eravamo fiduciosi della fine della pandemia, del ritorno alla routine quotidiana, alla bramata monotonia, alla normalità… ed invece è stata l’estate degli annullamenti e del rinvio e del distanziamento sociale.

[…] viene annullata causa restrizioni dovute al coronavirus.

Questa la frase più ricorrente. Decine di manifestazioni e/o eventi annullati o rinviati all’anno prossimo solo nel mio piccolo paese di montagna; centinaia di migliaia in tutta Europa.

L’estate è passata, ma il Covid-19 è ancora presente e circolante e porta con se tutta una serie di preoccupazioni e di ansie per chi considera le persone come persone e non come numeri statistici. Matteo e Giorgia sono persone e non dei semplici “+1 donna” e “+ 1 uomo” nell’elenco. Persone con una loro storia, genitori dei loro figli e figli dei loro genitori, con pregi e difetti, con amici e parenti ai quali mancherebbero.

Rispettare le regole per rispettare le persone. Perché non si tratta di una semplice statistica o di un confronto tra numeri, ma si tratta di persone con un nome e un cognome.

Anche la fredda statistica comunque prevede che all’aumentare dei contagi aumentano i malati, all’aumentare dei malati aumentano le cronicità post infezione e all’aumentare delle cronicità aumentano i morti.
Ricordo che “statisticamente improbabile” non vuol dire impossibile. Qualcuno vince alla lotteria (buon per lui) anche se le probabilità sono molto basse, e qualcuno morirà (purtroppo) per Covid-19…

E in questi primi giorni di autunno i contagi stanno pericolosamente aumentando e sembra che quest’aumento sia dovuto a comportamenti non rispettosi delle regole o meglio non rispettosi delle persone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.