Nuova Biblioteca per l Altopiano di Pine

Venerdi 28 febbraio 2014 presso il Centro Congressi Piné 1000 si è svolto l’incontro dibattito sul progetto della nuova Biblioteca intercomunale di Bedollo, Baselga di Piné, Sover e Segonzano seguito da un numeroso pubblico. Sono intervenuti il sindaco di Baselga di Piné Ugo Grisenti, il sindaco di Bedollo Narciso Svaldi, il sindaco di Sover Carlo Battisti, il sindaco di Segonzano Giorgio Mattevi, il consigliere provinciale Luca Zen, il presidente della comunità di Valle Mauro Dallapiccola, il dirigente provinciale alle Attività  Culturali Claudio Martinelli e la presidente della Cassa Rurale Pinetana Fornace e Seregnano Emanuela Giovannini.  L’assessore comunale di Baselga di Piné Luisa Dallafior ha introdotto alcuni concetti che la dott.sa Agnoli ha ampiamente spiegato sfatando alcuni luoghi comuni. Terminata l’illustrazione ha risposto ad alcune delle domande fatte dal pubblico presente che si è dimostrato interessato e favorevole alla costruzione della nuova ‘piazza del saperè. Solo un paio gli interventi critici ai quali sia il Sindaco di Baselga Ugo Grisenti che la dott.sa Agnoli hanno risposto in maniera puntuale e precisa.

Questi alcuni degli stereotipi che durante la serata sono stati sfatati: – la biblioteca vista come ‘collezione di libri’: la biblioteca è invece uno spazio polifunzionale, una piazza del sapere.

La biblioteca deve essere vista come un luogo dove usufruire di tanti servizi differenti. Gli ‘informagiovani’, gli altri uffici di informazione dovrebbero far parte della biblioteca. Una piazza che sia anche luogo di incontro dove scambiarsi opinioni, idee, scambi culturali, ritornare all’agorà, al luogo per eccellenza della democrazia. – su internet si trova tutto: la biblioteca come centro di formazione all’utilizzo delle nuove tecnologie.

Su internet si trova di tutto, ma chi garantisce la qualità delle informazioni?

Biblioteca  quale centro di sviluppo delle abilità di ricerca delle informazioni, luogo di incontro tra generazioni differenti dove i cosiddetti ‘nativi digitali’ possano insegnare ai loro nonni l’uso delle tecnologie.

Per questo non è importante solo il luogo fisico, ma anche le persone che forniscono i servizi che devono essere ben formate. – c’è la crisi, non si deve investire in cose futili come la cultura: concetto sbagliato, la risorsa cruciale per l’economia è la conoscenza, l’informazione. – la biblioteca è per gli studenti, deve stare vicino alla scuola: la biblioteca fornisce servizi per tutti. Luogo di incontro, di scambio di opinioni, luogo dove confrontarsi e trovare le informazioni, luogo di valorizzazione del territorio: il bibliotecario quale fonte autorevole di informazioni per la comunità, quale facilitatore dell’accesso alle informazioni fornite attraverso le nuove tecnologie.

Biblioteca che possa rafforzare il senso di appartenenza ad una comunità.è stata una bella serata: sono stati sfatati i pregiudizi ed i luoghi comuni ed è stato presentato il progetto della ‘piazza del sapere’, di quel luogo di incontro, di scambio e approfondimento culturale.

Da informatico professionista ho apprezzato soprattutto il punto in cui la dott.sa Agnoli ha sfatato l’obiezione di ‘non serve la biblioteca in quanto c’è internet’, spiegando che l’accesso all’informazione non è banale e che internet è un contenitore onnicomprensivo dove non vi è alcuna differenziazione tra notizie ‘certificate’ e notizie fasulle e che le biblioteche-piazze del sapere devono fornire le abilità necessarie per trovare solo le notizie fondate escludendo tutte le altre. La piazza del sapere, fornitrice di molteplici servizi: questo è quello che si vuole realizzare.

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