Descrivo la mia difficoltosa esperienza per attivare una connessione in fibra.

Inizio col dire che la botola che contiene quella che in gergo viene chiamata Muffola si trova a 50 cm dal confine di proprietà e 50 cm dalla botola Telecom da dove parte il cavo telefonico con connessione fibra misto rame attiva ed in uso. Da quella botola telecom parte una canaletta da 63mm che dopo 15 metri circa raggiunge il punto di ingresso in casa con la presa telefonica. Una situazione che sembrerebbe ideale per poter attivare la connessione in fibra.

A gennaio di quest’anno il comune avvisa i cittadini che la posa della rete in fibra ottica è stata ultimata e che pertanto è possibile fare domanda al proprio operatore di fiducia per attivare la connessione.

Mi collego prima ai siti di alcuni operatori (TIM, Vodafone, Aruba ed altri che non ricordo) ma tutti indicano che il mio indirizzo non è raggiunto dall rete in fibra ottica. Mi collego allora su Open Fiber (https://openfiber.it/) e provo e compare lo stesso messaggio

Dopo alcune settimane arrivano i tecnici per collegare un primo vicino di casa dalla stessa mia botola. Fantastico, verifico subito ma il mio indirizzo continua a dire che non è collegato. Provo allora il numero civico del vicino di casa (stessa via cambia solo il numero civico) e questo risulta collegato.

Così scopro che nonostante cinque case afferiscano alla stessa botola (stessa via ma diversi numeri civici uno di seguito all’altro) solo tre risultano connesse alla fibra, mentre due no.

Passano altre settimane e niente da fare risulto sempre non connesso. Provo a telefonare a TIM (ero un loro cliente) e mi confermano che non sono raggiunto. L’operatore TIM mi dice che l’impianto attuale risulta ad un altro indirizzo e così scopro che risulta la precedente denominazione toponomastica. Davvero strano visto che sono passati 10 anni e su tutte le bollette ci sta il nuovo indirizzo, ma a questo punto provo a metere il vecchio indirizzo.

Scelgo come operatore Aruba (sono cliente per quanto riguarda l’hosting da diversi anni e l’offerta si adattava alle mie esigenze) compilo i dati ed effettuo l’ordine. Mi chiamano il giorno dopo e fornisco la geolocalizzazione della casa (il mio vecchio indirizzo gli risultava a 1 km di distanza), tutto a posto ora devo solo attendere che arrivino gli operai di Open Fiber.

Ho scoperto in seguito che altri nella mia situazione hanno risolto nello stesso modo (vecchia toponomastica o numero civico del vicino di casa)

Viene effettuato un primo sopralluogo e devo attendere altri due mesi per ricevere il link per fissare l’appuntamento: scelgo il 22 maggio nel pomeriggio. Il giorno dopo mi chiamano se possono anticipare l’intervento a sabato 17 maggio alle 11.30 e confermo che va bene.

Arriva una prima squadra che deve effettuare lo scavo per collegare le due botole una a 50 cm dall’altra. Scopro così che invece di mettere un tubo per far passare 10 fibre ottiche, mettono un tubicino dove passa una sola fibra alla volta e lo fanno solo su richiesta dell’attivazione. Metterne un tubo più grande o 5 – 10 alla volta di quei tubicini in un colpo solo, troppo difficile?

Un ora dopo arrivano i tecnici, provano ad inserire la sonda nella canaletta ma non riescono (la sonda usata non era adatta per le canalette da 63 mm ma per quelle più piccole in quanto troppo fina) e mi chiedono se possono usare il cavo telefonico per fare da traino alla fibra, dicendomi che la connessione internet viene attivata immediatamente.

Rispondo di no in quanto ho un numero telefonico associato a quella linea e la stavo usando per lavorare. Fanno ugualmente tra traino ma trainano sia la fibra che la sonda in modo da poter poi rimettere il cavo telefonico. Questo mi andava bene. Collegano tutto dentro in casa compreso il router (ho scelto una offerta con router a noleggio in modo da non aver problemi di incompatibilità) ma la nuova linea non funziona. Nel frattempo mi ricollegano il cavo telefonico e riprendo a navigare (e a lavorare) ed almeno questa volta avevo preso la decisione giusta.
Mi dicono che devono verificare in centrale e se ne vanno senza dirmi quando ritorneranno.

Ritornano nel pomeriggio e provano a sostituire il cavo di collegamento tra l’arrivo della fibra e l’ONT – il dispositivo che trasforma il segnale ottico in un segnale elettrico. Ma non funziona. Provano allora a collegare nella Muffola un’altra fibra perchè il segnale da casa mia alla botola arriva ma da li alla centrale no.

Neppure il cambio fibra funziona e gli operai mi dicono che loro possono fare un solo tentativo, ovvero se la prima fibra non funziona provano con una seconda e poi si fermano. Ora capisco perchè nella muffola sono intestare 48 fibre nonostante le possibili utenze sono meno di dieci. Mi dicono che ritorneranno.

Nel frattempo faccio ordine e appendo al muro le due scatolette che gli operai lasciano a terra con poca cura.

A sinistra la borchia ottica e a destra l’ONT

Il cavo grigio che entra nella borchia è la fibra che arriva dalla strada avvolta in un cavo protettivo.
All’interno della borchia viene saldata ad un altra fibra già intestata alla presa.
Il cavo blu è invece la patch di collegamento (in fibra anche questa) tra borchia e ONT. Il cavo bianco è l’alimentazione dell’ONT e quello giallo è un cavo di rete CAT 6 che arriva alla porta WAN del router.

Risulta ancora l’appuntamento originario sul sito di Aruba, pertato attendo fino a quella data quando effettivamente ritornano al mattino. Niente da fare neppure questa volta. Nel pomeriggio viene un altro tecnico e vedo che partono dal tombino vicino a casa mia e proseguono lungo la strada aprendo un tombino alla volta. Ad un certo punto suona nuovamente alla porta ricollega il tutto e finalmente funziona la conessione internet.

Per il trasferimento del numero telefonico ci è voluto ancora qualche giorno (nel frattempo ho collegato pc, smartpone, tablet, tv alla nuova rete wifi) e poi finalmente si è conclusa tutta la procedura col trasferimento anche del numero telefonico.

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